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Swell

Lo "swell", nel contesto del movimento e della navigazione, si riferisce alle onde lunghe, spesso ininterrotte, che viaggiano sulla superficie dell'oceano, originate da sistemi meteorologici distanti. Queste onde sono caratterizzate da lunghezze d'onda e periodi maggiori rispetto alle onde di vento generate localmente. Nella navigazione, comprendere lo "swell" è cruciale per garantire la sicurezza e l'efficienza delle operazioni marine, poiché influisce sulla stabilità, sulla velocità e sul consumo di carburante dell'imbarcazione.

Le onde di "swell" sono generate dal vento che soffia su una vasta area della superficie oceanica. I fattori principali che contribuiscono alla formazione di queste onde includono:

  • Velocità del vento: Venti forti generano onde con maggiore energia.
  • Durata del Vento: Più a lungo soffia il vento, maggiore è l'energia trasferita alle onde.
  • Fetch: La distanza su cui il vento soffia senza interruzioni. Un fetch maggiore si traduce in onde più sviluppate.

Dopo che il vento si ferma o la tempesta si allontana, queste onde continuano a propagarsi attraverso l'oceano come mareggiata, percorrendo lunghe distanze con una perdita minima di energia.

Gli ingegneri caratterizzano tipicamente le onde di mareggiata in base a queste metriche:

  • Lunghezze d'onda Lunghe: La distanza tra le creste d'onda successive può essere significativamente più lunga rispetto a quella delle onde di vento.
  • Periodi Lunghi: L'intervallo di tempo tra creste d'onda successive (periodo dell'onda) è più lungo, spesso compreso tra 10 e 20 secondi o più.
  • Coerenza: Le onde di mareggiata mantengono uno schema più uniforme rispetto alla natura irregolare delle onde generate dal vento.

Comprenderlo è vitale per mantenere la stabilità e la sicurezza delle navi. Può causare significativi movimenti di beccheggio (movimento su e giù – Pitch) e rollio (movimento laterale – Roll) delle navi. Un beccheggio e un rollio eccessivi possono portare a spostamenti del carico, stress strutturale e disagio per l'equipaggio.

In determinate condizioni, le grandi onde di mareggiata possono comportare il rischio di ingavonamento (perdita di controllo della rotta) e di capovolgimento, in particolare per le imbarcazioni più piccole e quelle con centri di gravità elevati.

Navigare perpendicolarmente o contro la mareggiata aumenta la resistenza. Di conseguenza, ciò aumenta anche il consumo di carburante. Pertanto, i navigatori pianificano comunemente le rotte. Queste rotte, al contrario, consentono alle imbarcazioni di muoversi nella direzione della mareggiata. Prevedere l'altezza delle onde di mareggiata è fondamentale per la pianificazione; allo stesso modo, prevedere il periodo delle onde di mareggiata è altrettanto cruciale per la pianificazione. In definitiva, questo aiuta a determinare le regolazioni ottimali di rotta e velocità. Queste modifiche, inoltre, minimizzano il consumo di carburante. Inoltre, aiutano anche a evitare condizioni di navigazione difficili.

I sensori inerziali sono un componente cruciale nei sistemi attivi di mitigazione del moto ondoso per le imbarcazioni marine. Non lo mitigano direttamente, ma piuttosto forniscono i dati di movimento essenziali in tempo reale che consentono ai sistemi attivi di contrastare gli effetti del moto ondoso sulla nave.

Il processo di mitigazione prevede tre fasi principali: Misurazione, Previsione e Compensazione.

I sensori combinano giroscopi e accelerometri. Misurano con precisione il movimento a sei gradi di libertà (6-DOF) dell'imbarcazione. Gli accelerometri misurano i movimenti traslazionali. Questi movimenti includono beccheggio, rollio e imbardata. Inoltre, i giroscopi misurano i movimenti rotazionali. Questi movimenti sono rollio, beccheggio e imbardata.

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